Dalla nutrizione alla medicina: perché ho scelto di ricominciare

Molti mi conoscono come nutrizionista, altri come medico di famiglia. In pochi conoscono la storia dietro questa doppia strada.

  • Laurea in Medicina e ChirurgiaUniversità di Bari, 110/110 e lode
  • Medico Chirurgo Nutrizionista · Medicina FunzionaleIscrizione OMCeO BAT n. 2175
  • Medico di Medicina GeneraleASL BT, Barletta
  • Certificazione Low FODMAPMonash University, 2025
  • Formazione in nutrizione e biologia molecolareLaurea in biotecnologie mediche e medicina molecolare · Master in Alimentazione e Nutrizione Umana (ABAP, Bari)
  • 5,0 su Google · 24 recensioni

Ho iniziato occupandomi di nutrizione: una laurea in biotecnologie mediche, un master in alimentazione umana e anni di lavoro su cibo e stile di vita. Mi piaceva, e mi piace ancora. Vedere una persona migliorare i propri sintomi semplicemente cambiando il modo in cui mangia è una delle soddisfazioni più grandi di questo lavoro.

A un certo punto, però, ho sentito un limite: potevo agire sulla dieta e sullo stile di vita, ma non sulle terapie. E spesso vedevo pazienti che avrebbero avuto bisogno di qualcosa in più, o in meno, dal punto di vista farmacologico.

Così ho preso una decisione che oggi rifarei senza esitazione: ho studiato medicina. Non per cambiare strada, ma per allargare quella che già percorrevo. E ho scelto la medicina generale, perché mi piace vedere il paziente per quello che è: non una malattia o un organo, ma una persona intera, con la sua storia, le sue abitudini, le sue paure, i suoi farmaci.

Oggi unisco tutto questo: nutrizione, stile di vita, terapia quando serve e soprattutto ascolto. Perché la salute non si costruisce a compartimenti stagni, ma mettendo insieme i pezzi, uno alla volta, con il paziente al centro.

Il filo che uso per mettere insieme i pezzi è il modello della pressione addominale: dall'intestino al metabolismo, passando per sintomi che di solito nessuno collega tra loro.