Il digiuno intermittente mi ha dato le più belle soddisfazioni professionali, lasciando i pazienti molto soddisfatti per i risultati raggiunti: sia estetici (perdita di peso) sia di salute, con il miglioramento di molti parametri ematochimici (glicemia e insulinemia a digiuno, colesterolo LDL, trigliceridi, HS-PCR).
I risultati migliori li ho visti nei pazienti francamente diabetici in trattamento con metformina (fino a 3000 mg/die per alcuni): in corso di dietoterapia le dosi del farmaco sono state ridotte gradualmente in base alla glicemia a digiuno, fino a interrompere la terapia al raggiungimento dell’euglicemia. È stato entusiasmante, soprattutto perché molti credevano che il diabete fosse inesorabilmente progressivo.
I benefici del digiuno sono ormai confermati dalla scienza più autorevole: un articolo del New England Journal of Medicine ne loda gli effetti sulla longevità, e una pubblicazione su Nutrients ne mette in risalto l’efficacia contro diabete e obesità.
Il concetto è semplice: la giornata si divide in una fase alimentare di massimo 8 ore, durante la quale si mangia (seguendo comunque una dieta salutare), e una fase di digiuno di almeno 16 ore — sfruttando la finestra notturna — in cui si assumono solo acqua, caffè, tè e tisane non zuccherati.
Dott. Alessandro Sfregola